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SEMI DI LINO E SALUTE

I semi di lino sono importanti come strategia di prevenzione per il miglioramento della salute umana in generale 2.

Le principali molecole bioattive presenti nei semi di lino sono l’acido -linolenico (ALA), i lignani e le fibre1.  Sotto il profilo chimico, l’ALA è un acido grasso della serie dei lipidi «essenziali» 3, i lignani sono fitoestrogeni non steroidei e le fibre sono sia solubili che insolubili.

I loro effetti sono stati studiati in studi preclinici e clinici, che ne hanno descritto i potenziali benefici a livello cardiovascolare, nel diabete, in diversi tipi di cancro, per il cervello, per la salute della donna in menopausa e post menopausa, per l’intestino e per la pelle. 

Patologie cardiovascolari

Gli effetti positivi dei semi di lino sui parametri delle malattie cardiovascolari sono studiati intensamente.

Il loro consumo è importante per la prevenzione dell’aterosclerosi 3, 4, 5, dell’ipercolesterolemia 3, 4, 6, degli alti livelli ematici di acidi grassi trans 5, della fibrillazione ventricolare 7, dell’infarto miocardico acuto e stroke 8, delle aritmie, della dilatazione ventricolare sinistra 6 e dell’ipertensione 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14.

Gli effetti cardiovascolari benefici dei semi di lino derivano probabilmente dal contenuto al loro interno di ALA 6. L’ALA ha mostrato ad esempio una capacità di modulare i flussi ionici aritmogeni nel cuore 15. Tuttavia anche gli enterolignani, che derivano dal metabolismo del lignano Secoisolariciresinolo Diglicoside (SDG) e che si riversano nella circolazione sanguigna, possono avere un ruolo cardioprotettivo 6, 16.

Diabete

I semi di lino hanno un impatto su un’altra grande malattia con incidenza e prevalenza che aumentano in tutto il mondo: il diabete. L’assunzione di semi di lino nella dieta può aiutare a ridurre la glicemia nel diabete mellito di tipo 1 17, nel diabete mellito tipo 2 18, 19 e nelle condizioni di prediabete 20.

Cancro

 I semi di lino sono già ampiamente adoperati negli esperimenti su animali per il trattamento terapeutico di una varietà di tumori 21. Forse il cancro al seno è la forma di tumore più studiata per quanto riguarda il loro effetto di integrazione nell’alimentazione. Sia negli studi preclinici 21, 22 che negli studi clinici 21, 22, 23, i semi di lino dietetici possono essere utili in termini di prevenzione del tumore al seno, poiché sono state osservate una riduzione del rischio di sviluppo del carcinoma mammario primario del 18% (OR aggiustato = 0.82, IC95% = 0.69 – 0.97) e una riduzione del rischio di mortalità per tutte le cause del 31% (HR multivariato = 0.69; IC 95% = 0.50 – 0.95) nelle donne malate. Gli effetti benefici sono stati valutati con dosi di 25 g di semi di lino macinati. Il meccanismo d’azione è dovuto ai lignani fitoestrogeni non steroidei che, dopo essere stati metabolizzati dalla flora batterica intestinale in enterolattone ed enterodiolo, sono assorbiti nell’intestino crasso e si legano ai recettori per gli estrogeni inducendo una debole attività estrogenica e competendo con gli estrogeni. Infatti, studi epidemiologici su donne in post menopausa con cancro al seno hanno riportato un’associazione tra concentrazioni ematiche più alte di enterolattone e un rischio ridotto di cancro al seno, una diminuzione del tasso di mortalità e una migliore sopravvivenza 24.

Il cancro al seno non è l’unica forma di tumore che si è rivelato sensibile ai semi di lino o ai suoi bioattivi. Evidenze cliniche supportano anche l’effetto protettivo dell’enterolattone nei tumori del colon 25, della prostata 26, dell’intestino, del polmone 27, 28, dell’ovaio, dell’endometrio, della cervice e del fegato 24, che sono stati inibiti dai semi di lino.

Cervello

 Le neuroscienze rappresentano una sfida nell’ambito della ricerca applicata ai semi di lino.

Gli outcome o risultati interessanti ottenuti per via sperimentale sono stati:

  • un miglioramento dello sviluppo cerebrale postnatale della prole di madri nutrite con semi di lino 29, 30,
  • un miglioramento della funzione cerebrale in uno stato di malattia neurale, ovvero neuroprotezione in caso di danno ipossico-ischemico neonatale 31 o di neurotossicità 32, riduzione di tutti i parametri di uno stress cronico moderato 33 ed effetti antidepressivi 34.

Gli endpoint menzionati sono stati valutati solo in esperimenti preclinici, ovviamente per ragioni etiche legate alla sperimentazione in età pediatrica e in gravidanza.

Menopausa e post menopausa

I semi di lino possono avere anche un effetto protettivo nei riguardi dei sintomi in menopausa e post menopausa 35. Diversi studi hanno esaminato i loro risultati sulla qualità della vita e sulla frequenza e la gravità delle vampate di calore in queste fasi naturali della donna. A tal proposito, in uno studio condotto su 140 donne in post menopausa, i sintomi sono diminuiti e la qualità della vita è aumentata nelle donne che hanno integrato i semi di lino nella loro dieta 36. L’azione estrogenica di alcuni metaboliti bioattivi del lino è stata quella che ha spiegato l’effetto potenzialmente positivo di miglioramento dei sintomi legati alla menopausa.

D’altro canto, studi randomizzati controllati e revisioni sistematiche di studi clinici non hanno trovato un effetto significativo dei semi di lino, che si differenzi dal placebo, sulla qualità della vita o sulle vampate di calore durante la menopausa 37, 38. Ciò può accadere poiché negli studi clinici su donne con vampate di calore vi sono diversi fattori che sono associati ad un’elevata risposta positiva del gruppo placebo, ovvero di riduzione della frequenza dei sintomi. Ma l’alta risposta del placebo spesso può mascherare e minare la valutazione del trattamento attivo. Pertanto, conoscere questi fattori può consentire l’implementazione di strategie operative e analitiche che aiutano a determinare il vero effetto di un intervento terapeutico 39, 40.

Le donne in postmenopausa sono a maggior rischio di osteoporosi. In un breve studio di 6 settimane è stato osservato un marker di riassorbimento osseo leggermente inferiore (fosfatasi acida tartrato-resistente) nelle donne in postmenopausa che assumevano semi di lino 41.

L’ALA contenuto nei semi di lino, rispetto ai lignani estrogenici, può essere maggiormente responsabile della salute ossea nelle donne in postmenopausa, poiché l’aumento del suo consumo per un certo tempo contribuisce ad alzare i livelli dei suoi derivati acido eicosapentaenoico (EPA) e acido docosaesaenoico (DHA) nel sangue e in vari tessuti periferici 42. EPA e DHA sono fondamentali poiché in alcuni studi hanno riportato benefici per la salute delle ossa, regolando l’osteoclastogenesi e l’osteoblastogenesi, la produzione di eicosanoidi, i processi infiammatori e il metabolismo del calcio 43, 44. Anche se i livelli di EPA e DHA aumentano di poco dopo l’assunzione dei semi di lino, poiché solo il 5% circa di ALA viene metabolizzato in EPA e lo 0,5% circa in DHA 45, un uso continuato può giovare alla donna adulta, per via dei suoi potenziali benefici complessivi.

Intestino

L’integrazione dei semi di lino nella dieta può modificare la flora batterica intestinale.

In studi preclinici è stata osservata una variazione della microflora nel colon con un incremento di 20 volte di Prevotella spp. e con una diminuzione di 30 volte dell’abbondanza di Akkermansia muciniphila 46.

Una dieta combinata ad alto contenuto di grassi, semi di lino e olio di pesce ha aumentato la presenza dei Bifidobacterium intestinali 47.

Modificazioni specifiche del microambiente intestinale possono avere implicazioni sulla progressione di alcune malattie. Ad esempio, in seguito alla somministrazione di semi di lino, da esperimenti su animali è stato visto che un aumento dei Bifidobacterium ha diminuito la comparsa di cripte aberranti nel colon 48, una riduzione di Proteobatteri e Porphyromonadaceae ha avuto un impatto positivo sulla epatopatia da alcol 49 e, da un trial clinico su donne obese in post menopausa, la riduzione di otto specie di Faecalibacterium ha migliorato la sensibilità periferica all’insulina 50.

L’uso alimentare dei semi di lino può apportare sollievo in caso di stitichezza e ridurre l’uso di farmaci per tale condizione in diverse popolazioni a rischio, come anziani sani o malati che sono nelle case di cura, e la riduzione degli effetti collaterali associati alle terapie.

In un trial clinico, i semi di lino presenti in alimenti da forno sono stati valutati in pazienti diabetici costipati: è stata osservata una riduzione dei sintomi della stitichezza, del peso, della glicemia a digiuno, dei trigliceridi e dei livelli di colesterolo LDL e HDL 18.

Un trial clinico successivo, condotto dai medesimi ricercatori, ha riguardato un campionamento di pazienti arruolati con le medesime caratteristiche del trial precedente e i semi di lino hanno modificato nuovamente gli stessi parametri, che sono risultati superiori allo psyllium nella loro capacità di ridurre i sintomi della stitichezza 51. Il meccanismo d’azione dei semi di lino nello stimolare la produzione fecale durante la stipsi chiaramente risiede in gran parte nel loro alto contenuto di fibre. Tuttavia, è stato dimostrato che l’olio di semi di lino agisce sui recettori muscarinici intestinali e blocca i canali K+ 52, azioni che porterebbero entrambe a modifiche della motilità intestinale.

I semi di lino possono essere utili anche nel ridurre i sintomi della sindrome dell’intestino irritabile, pur essendo necessarie ulteriori indagini di ricerca 53. D’altro canto, è interessante notare come i semi di lino abbiano favorito una riduzione del fenomeno diarroico 54.

Cute

Uno studio randomizzato in doppio cieco di 12 settimane su volontarie sane con pelle ipersensibile ha riportato un miglioramento positivo delle proprietà della pelle, dopo l’assunzione dell’olio di semi di lino.

È stata notata una diminuzione significativa della ipersensibilità cutanea, della perdita d’acqua transepidermica, della ruvidità e della desquamazione, con un aumento dell’idratazione e della morbidezza della pelle 55. L’ALA è stato identificato come il principale bioattivo responsabile di questi effetti sulla pelle e sull’invecchiamento.

Rispetto a una popolazione più giovane, gli individui più anziani hanno concentrazioni più elevate di oxilipine proinfiammatorie tra cui 5-HETE, 9,10,13-TriHOME e 9,12-13-TriHOME, il che potrebbe spiegare i livelli più elevati di infiammazione in questa popolazione anziana. È stato dimostrato che l’integrazione dietetica di semi di lino regola l’equilibrio delle oxilipine pro-infiammatorie ed anti-infiammatorie e quindi può esercitare un effetto salutare sull’invecchiamento 56.

I semi di lino dovrebbero essere riesaminati come una questione di salute pubblica, da consigliare come integrazione nell’alimentazione quotidiana per i loro potenziali benefici. Infatti hanno un buon odore, un piacevole aroma di noci e possono essere incorporati in una varietà di alimenti.

Inoltre l’inquinamento ambientale, con la presenza di perturbatori endocrini (in pesticidi, disinfettanti domestici, insetticidi, vernici, giocattoli, biberon di plastica, etc) che somigliano agli estrogeni sotto il profilo chimico (e per questo chiamati xenoestrogeni), una dieta con carboidrati raffinati in eccesso che causa una iperinsulinemia e lo stress cronico che induce ad una ipercortisolemia, tutti sono fattori che inducono una “dominanza estrogenica” nell’individuo, che implica un deficit di progesterone nelle donne e un deficit di androgeni nell’uomo, con conseguenze clinicamente importanti (es. ovaio policistico, multifollicolare, endometriosi, depressione-ansia, tumore del seno, ipofunzione tiroidea, ritenzione idrica, aumento della massa grassa con sindrome metabolica, difficoltà erettiva, assenza di libido, alterazione spermatogenica, etc).

I semi di lino, essendo ricchi in lignani fitoestrogeni, possono aiutare nel modulare la dominanza estrogenica nella donna e nell’uomo, se assieme ad uno stile di vita sano sono integrati nella nutrizione umana.

PREBIO SLM è un integratore alimentare che contiene semi interi del Lino comune (Linum usitatissimum L.), una pianta della famiglia delle Linaceae. I semi di lino sono biologici, di qualità (cultivar) oro, decorticati, schiacciati e chiusi in atmosfera. Tali caratteristiche tecnologiche dell’alimento sono state studiate in modo da avere la massima resa di efficacia quando, assunto per via orale, la cuticola dei semi si spacca attraverso la masticazione e si ha il rilascio dei principi attivi nei liquidi biologici del tratto gastroenterico.

E’possibile consumare da 1 a 3 cucchiai al giorno (circa 10 g/die) da prendere in purezza o dispersi in latte, yogurt o insalate. È possibile consumare da 1 a 3 cucchiai al giorno (circa 10 g/die), da prendere in purezza o dispersi in latte, yogurt o insalate. Tuttavia, è consigliabile assumere i semi di lino tal quali, rispetto alla loro dispersione negli alimenti, poiché in questo modo vengono sottoposti tutti al processo di masticazione con rottura della cuticola e rilascio dei principi attivi biologici già all’interno del cavo orale. È possibile aggiungere ai semi nel cucchiaio un po’ di olio d’oliva biologico, a) per favorire sotto il profilo chimico-fisico la dissoluzione dei bioattivi rilasciati e il passaggio attraverso le barriere dei tessuti e le membrane cellulari dell’organismo b) per unire gli effetti benefici dell’olio d’oliva biologico a quelli del Lino comune.

E’ importante bere abbondante acqua dopo l’assunzione e non è funzionale eccedere le dosi indicate.

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