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ALLERGIE

INTRODUZIONE

Pensate che le malattie allergiche rappresentino un evento occasionale, da non prendere in
considerazione? Sbagliate e.. vi dirò di più.
L’ultimo decennio ha assistito ad un impennarsi delle allergie nel mondo, una vera “pandemia”,
principalmente nei Paesi occidentali quali Europa, Nord America e Australia, con un raddoppio della
frequenza negli ultimi 15-20 anni (SIAAIC – Società Italiana di Allergologia, Asma ed Immunologia Clinica).
Data la prevalenza, le malattie allergiche destano grande preoccupazione, per il loro impatto sulla salute
fisica e psicologica dei pazienti e per le conseguenze socioeconomiche derivanti.
Infatti, contestualmente all’aumento della prevalenza delle allergie, sono incrementati considerevolmente
i costi diretti (prevenzione e terapia), i costi indiretti (giornate di assenza dal lavoro, dalla scuola, etc.) e
quelli “non misurabili” (limitazioni delle attività quotidiane, impatto sulla qualità della vita).
Pertanto, appare ragionevole mettere in essere ed avere a disposizione un piano di prevenzione che
impedisca alle persone di arrivare ad un punto massimo di esacerbazione della malattia, mantenendo nel
proprio organismo un “terreno” quanto più fluido e in equilibrio omeo-dinamico.

DATI EPIDEMIOLOGICI

I dati osservati in Italia nel periodo 2004-2005 rivelano che le malattie allergiche nel loro complesso sono
tra le patologie croniche più diffuse, con un’incidenza del 10.7%, di cui 9.6% per le allergie esclusa l’asma e
2.9% per l’asma bronchiale (Ministero della Salute, 2018).
Al di fuori del nostro Paese, negli USA per esempio, solo le allergie alimentari colpiscono 15 milioni di
persone con una prevalenza complessiva che si aggira attorno al 3-6%, fino ad arrivare al 10% in alcune
zone (Sicherer, 2011).
A differenza di quanto si denoti nelle altre malattie allergiche considerate nel loro complesso (vedi tabella
precedente), le allergie alimentari hanno una prevalenza maggiore nei primi anni di vita, con una incidenza
del 6-8% nei bambini con età inferiore ai 2 anni che decresce con l’età. Infatti, è stimata una prevalenza
media del 5% per le allergie alimentari d’ambito pediatrico (Sabra et al, 2003).
Un fattore che ha “recitato” bene la sua parte nel “palcoscenico” dell’aumento delle malattie allergiche è
l’immigrazione nel nostro Paese di bambini extraeuropei, i quali una volta sopraggiunti manifestano la
medesima incidenza globale di allergie alimentari dei nostri bambini (Cataldo et al, 2006).
Fino a che punto, dunque, possiamo asserire che le malattie allergiche siano legate a fattori genetici di
ereditarietà e, inoltre, quanto possiamo addentrarci nel mondo di analisi delle influenze ambientali?
Da un lato la predisposizione genetica alle ipersensibilità è evidente grazie agli studi sui geni HLA, dall’altro
lato la differente distribuzione geografica della prevalenza delle allergie (alimentari soprattutto) denota un
certo grado di importanza dei fattori epigenetici dettati da abitudini dietetiche, mode alimentari, modalità
di cottura dei cibi, modalità e tempi di allattamento al seno e dello svezzamento, esposizione agli
aeroallergeni, modalità d’uso dei medicinali, lifestyle.

LE MALATTIE IMMUNO-MEDIATE

Le allergie si definiscono come reazioni immunitarie eccessive nei confronti di antigeni estranei (Delves PJ,
2018; Ministero della salute, 2018).
Quando queste riguardano il meccanismo d’azione IgE-mediato sono dette atopie.
Tutte le malattie atopiche sono disturbi da ipersensibilità di tipo I.
L’ipersensibilità è una reazione immunitaria che comporta una lesione tissutale e, a seconda del
meccanismo d’azione, si suddivide in quattro tipologie:

  • Tipo I o immediata
  • Tipo II o anticorpo-mediata
  • Tipo III o da immunocomplessi
  • Tipo IV o cellulo-mediata
    L’ipersensibilità di tipo I o immediata è una reazione che prevede l’intervento delle immunoglobuline IgE e
    dei mastociti. È soprannominata immediata per via della sua manifestazione rapida (pochi minuti dopo il
    legame dell’antigene con gli anticorpi, legati a loro volta ai mastociti), anche se comporta una prima
    esposizione all’antigene o allergene senza sviluppare alcuna reazione e poi una seconda esposizione che
    determina l’ipersensibilità immediata.
    Il meccanismo non è così semplice e prevedrebbe il coinvolgimento di diversi “attori” immunitari, tuttavia
    la reazione finale è legata all’interazione allergene-IgE stabilizzate sui mastociti e all’attivazione di
    quest’ultimi che rilasciano una serie di sostanze pro-infiammatorie (istamina e mediatori secondari).
    A seconda della via di ingresso dell’allergene e della sua quantità si possono sviluppare diversi tipi di
    reazione allergica:
  • Orticaria o edema cutaneo
  • Secrezione nasale (rinite allergica)
  • Secrezione congiuntivale (congiuntivite allergica)
  • Asma bronchiale
  • Gastroenterite allergica (allergia alimentare)
    Le comuni fonti di allergeni, pertanto, possono essere sostanze inalate (pollini, forfora di animali
    domestici, muffe, feci di piccoli animali quali l’acaro della polvere), sostanze inoculate (veleni di insetti,
    vaccini, farmaci, proteine somministrate a scopo terapeutico) e sostanze ingerite (cibo, farmaci
    somministrati per via orale).
    Gli altri tipi di ipersensibilità (di tipo II, III e IV) riguardano altri meccanismi che inducono flogosi e buona
    parte delle malattie autoimmuni, pertanto richiederebbero una trattazione a sé.
    È bene osservare però che il termine “allergia” attualmente può riguardare anche l’ipersensibilità di tipo IV
    o cellulo-mediata, ad esempio quando ci si riferisce alla dermatite allergica da contatto o DAC, inserita
    quest’ultima all’interno della sotto-classificazione diagnostica delle dermatiti eczematose da contatto e
    distinta dalla dermatite da contatto irritante o DCI secondo le linee guida dermatologiche.
    Forme allergiche di DAC più conosciute sono le allergie ai metalli, ad esempio al nichel, o ai medicinali
    usati per uso topico cutaneo (cortisonici, FANS, antimicrobici, antibiotici, antimicotici, etc.). Altri fattori
    scatenanti potrebbero essere gomme, coloranti tessili, balsami, resine (smalto per unghie) o cosmetici.

UN UTILE SUPPORTO INTEGRATIVO

Un paziente che palesi reazioni allergiche può essere supportato mediante l’utilizzo di prodotti diversi, a
seconda della localizzazione di tali manifestazioni.
Nelle allergie alimentari possono essere d’ausilio componenti vegetali contenuti in rimedi come ALLUX.M
(Piper longum, Perilla frutescens, Glycyrrhiza glabra) che coadiuva l’omeostasi del sistema immunitario,
MALTILUX.M (Vaccinium vitis idaea, Vitis vinifera, Rehmannia glutinosa) adiuvante della fisiologia del
sistema immunitario associato alle mucose, DISBIOLUX.M (Vaccinium vitis idaea, Thymus vulgaris,

Juglans regia) di supporto nelle disbiosi intestinali, DIARLUX.M (Ficus carica, Agrimonia eupatoria,
Vaccinium mirtillus) utile nei casi di diarrea acuta e cronica.
Le allergie cutanee possono essere sostenute dall’uso di ALLUX.M, del FITOALLUX.M (Piper longum,
Perilla frutescens, Ribes nigrum) che adiuva l’omeostasi immunitaria nelle risposte allergiche acute, di
DERMOLUX.M (Cedrus libani, Viola tricolor, Oryza sativa) che supporta la fisiologia cutanea.
Nelle allergie respiratorie si consigliano oltre ad ALLUX.M e FITOALLUX.M, anche ASMALUX.M (Drosera
rotundifolia, Sambucus nigra, Grindelia robusta) e RESPILUX.M (Ribes nigrum, Perilla frutescens,
Plantago major erba) i quali sostengono l’omeostasi immunitaria e della mucosa a livello del tratto
respiratorio.
I LUX.M sono dal punto di vista legislativo degli integratori alimentari a base di botanicals (componenti
vegetali), contenenti in particolare tinture madri (TM), macerati glicerici (MG) ed estratti fluidi.
I componenti vegetali in essi contenuti vengono opportunamente selezionati in due fasi: primariamente
secondo le evidenze scientifiche dei loro effetti biologici e clinici e secondariamente mediante un metodo
d’indagine particolare definito ‘Omeoskintest’ che li ha riuniti in modo sinergico e risonante all’interno
della formulazione.
La forma farmaceutica di tali prodotti – sono delle soluzioni – è quella che maggiormente facilita l’effetto
coadiuvante, in termini di cinetica (velocità) di distribuzione dei componenti biologici attivi. Infatti, una
possibile via di somministrazione è quella sublinguale, che consente di migliorare i parametri cinetici dei
botanicals grazie ad un assorbimento più rapido attraverso la mucosa ed un raggiungimento immediato
del circolo sanguigno sistemico, evitando diversi passaggi di metabolismo che altre vie richiederebbero.
La singolarità dei LUX.M risiede nel nucleo specifico della formulazione, un solvente idroalcolico o
idroalcolicoglicerico che si costituisce di una conformazione strutturale chimica specifica in funzione di un
riassetto molecolare adatto, indotto da un trasferimento informazionale, vibrazionale e frequenziale.
Tale processo non deve destare dubbi o preoccupazioni, in quanto la sua utilità risiede nel rivolgere
l’effetto biologico anche ad un piano bioenergetico e biofisico, a differenza dei botanicals che focalizzano
l’attenzione su un piano prettamente biochimico.

REFERENCES
  • Sicherer SH. Epidemiology of food allergy. 2011. J Allergy Clin Immunol 127:594-602.
  • Sabra A et al. IgE and non-IgE food allergy. 2003. Ann Allergy Asthma Immunol 90: 71-6.
  • Cataldo et al. Are food intolerances and allergies increasing in immigrant children coming from developing countries?.
    Pediatr Allergy Immunol 17: 364-9.
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